Tutori di resilienza
MEDIO ORIENTE

Descrizione

Il programma “Tutori di Resilienza” ruota attorno al concetto di resilienza, trasferendo l’applicabilità di questo termine, originariamente utilizzato in fisica, all’ambito psico-sociale, dove indica la capacità di adattarsi e di riprendere il cammino in circostanze avverse. Le avversità a cui ci si riferisce possono assumere diverse forme, fisiche o morali: la morte di una persona cara, la malattia, il divorzio, la perdita della casa, l'abbandono del proprio Paese, disastri naturali, condizioni di estrema povertà o vulnerabilità. 

 

Il presupposto fondativo del progetto risiede nella convinzione che l’essere umano disponga delle capacità per superare le avversità, ma che per riuscirci gli possa essere prezioso il supporto di “tutori di resilienza”, cioè di persone, ma anche di luoghi simbolici di affetto, di attività e di occasioni di dialogo che gli permettano di riprendere in mano la propria vita con il coraggio necessario per guardare al futuro.

 

“Tutori di Resilienza” è un modello di intervento formativo indirizzato a operatori, ricercatori ed educatori, affinché acquisiscano le competenze necessarie per operare in contesti emergenziali e in situazioni di vulnerabilità cronica. Obiettivo finale è l’elaborazione di tecniche e programmi d'intervento finalizzati ad aiutare le comunità locali ad affrontare nel miglior modo possibile gli esiti di situazioni traumatizzanti e le avversità vissute.à

 

I programmi realizzati finora hanno coinvolto:

  • SIRIA: 1.200 bambini e 28 educatori ad Aleppo e Nebek.

  • LIBANO: 1.400 bambini e 27 educatori a Saida.

  • KURDISTAN IRACHENO: 1.300 bambini e 40 educatori a Erbil e Sulaymaniyah. 

  • PALESTINA: 100 bambini e 15 educatori a Betlemme. 

Siria: sport e resilienza

Il programma “Almokhales”, a supporto delle attività del centro sportivo Deir Al Mukhalles e della comunità di Homs gestita dalla congregazione gesuita, coinvolge circa 400 bambini/e cristiani e musulmani che hanno vissuto i pericoli della guerra.

I piccoli che frequentano il centro hanno vissuto lo spostamento forzato, che gli è costato la perdita della propria rete sociale di amicizia e supporto. Spesso sono stati testimoni di bombardamenti, hanno subito o subiscono violenze domestiche, e sono vittime di un clima di violenza generalizzata. 

Il centro di Almokhales concede ai bambini l’opportunità di disporre di uno spazio sicuro e accogliente dove tornare a sentirsi vivi, ricreando legami di amicizia e convivenza pacifica. Il centro ha la funzione di doposcuola, è attivo dalle 2pm alle 6pm, 6 giorni su 7 e offre diverse attività socio-educative tra cui: calcio, basket, e aerobica. 

Come ci racconta padre Magdi, lo spazio messo a disposizione dal centro è fondamentale perché “gli altri centri non possiedono spazi all’aperto adeguati”.

👁‍🗨  Perché lo sport?
Lo sport può aiutare perché rafforza risorse individuali e collettive, mettendo in campo energie che aiutano la resilienza. cioè la forza d’animo per affrontare e superare le vulnerabilità.