
8 mag 2026
Una giornata che ha coinvolto i più giovani con laboratori e momenti di confronto sui temi della resilienza, delle migrazioni e dell’inclusione.
Giovedì 7 maggio, abbiamo partecipato come organizzatori all'interno del progetto Fr-Agile, insieme all’Unità di Ricerca sulla Resilienza (RiRes), Farsi Prossimo Onlus e all’Università Cattolica di Milano, all’evento “Resilienza INSIEME: la Cattedra dei Bambini e dei Ragazzi”, ospitato presso la sede dell’Università Cattolica di Milano e inserito nella rassegna della Milano Civil Week, una settimana dedicata a iniziative culturali, sociali e civiche che promuovono partecipazione e comunità.
Siamo ancora emozionati per una giornata che si è trasformata in un autentico incontro di intenti, con bambini e ragazzi veri protagonisti di ogni momento. Dalla mattina, attraverso laboratori creativi pensati per sviluppare resilienza e offrire strumenti per affrontare situazioni difficili, fino al pomeriggio con la “Cattedra dei Bambini e dei Ragazzi”, un momento dedicato ai più giovani per seminare un messaggio di speranza, sensibilizzare sui temi delle migrazioni e promuovere percorsi di educazione alla resilienza.
Arnoldo Mondadori, presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, ha raccontato il progetto Metamorfosi, da cui nasce il Silent Book “Il cedro generoso e resiliente”, curato da Cristina Castelli dell’Associazione Realmonte in collaborazione con RiRes e successivamente portato nelle scuole milanesi.
Il progetto prende vita nel 2021 dal recupero di cento barche utilizzate da persone migranti e abbandonate al Molo Favaloro di Lampedusa. Quel legno, carico di storie e memoria, viene poi portato nel carcere di Milano Opera e trasformato dalle persone detenute in strumenti musicali.
Particolarmente toccante è stato l’intervento di Nikolai, che all’interno del carcere ha lavorato proprio alla realizzazione di questi strumenti, successivamente suonati davanti alla platea. Con la voce rotta dall’emozione, davanti a bambini e bambine, ragazzi e ragazze, ha ricordato quanto sia fondamentale creare connessioni tra il carcere e la società esterna: “La riabilitazione in carcere avviene grazie alle persone che entrano”. Parole di denuncia, che hanno rafforzato il valore simbolico di quel legno capace di trasformarsi e diventare strumento per costruire ponti di speranza.
Successivamente, gli studenti degli istituti Palmieri (plesso San Giacomo), Tiepolo, Cairoli, Barozzi, Vivaio, Berchet e Cavalieri Marignoni, insieme ai docenti e ad enti del territorio, tra cui Farsi Prossimo Onlus, Fondazione L’Aliante, hanno condiviso il risultato dei laboratori svolti durante l’anno sul Silent Book. Poesie, piccole costruzioni, racconti e riflessioni ispirati alla storia del cedro hanno dato vita a un percorso per imparare a comprendere e comprendersi, sfidando i pregiudizi.
Importante anche la presenza del Comune di Milano, con gli interventi dell’Assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé e di Roberta Osculati, vicepresidente del Consiglio comunale di Milano, che hanno sottolineato il valore di iniziative capaci di mettere al centro i più giovani e promuovere una cultura dell’inclusione e della solidarietà. Fondamentale per la realizzazione dell’evento è stato il contributo della professoressa Rita Bramante, che ha coordinato e coinvolto le scuole partecipanti, rendendo possibile questo importante percorso condiviso.
La sala era attraversata da una presenza umana straordinaria: ex persone detenute, persone migranti, bambini e bambine, ragazzi e ragazze, educatori e educatrici e cittadini. Tutte le mani attraverso cui è passato quel legno e la storia raccontata nel Silent Book erano idealmente presenti in quel luogo. Una sala che è diventata un grido liberatorio di pace, unione e umanità, in un mondo troppo spesso sopraffatto da divisioni, egoismi e paure.
